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FOLKLORE E
UMORISMO EBRAICO
Il folklore ebraico è molto ricco. Diamo qui
alcuni dei più noti canti della tradizione ebraica.
vi sono poi i
midrashim
(plurale di
midrash,
una sorta di racconto edificante) e ...
In quanto all'umorismo,
sono notissime le storielle:
qui ne diamo alcuni esempi.
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CANTI
EBRAICI TRADIZIONALI
Ecco a voi
una breve rassegna di canti ebraici tradizionali, che ci
auguriamo possano contribuire a farvi conoscere un po'
meglio la cultura ebraica di ieri, di oggi, di sempre.
Per
ascoltare i brani descritti,
cliccare sul
grammofono
e aspettare il caricamento del file. Dovrebbe
sentirsi quasi subito.
Cominciamo con l'inno
israeliano, la cui melodia è struggente e bellissima :
ha tikva,
la speranza.
ha tikva
La traduzione italiana è la seguente:
La Speranza
Finché dentro il cuore,
l'Anima Ebraica anela
e verso l'oriente lontano,
un occhio guarda a Sion,
non è ancora persa la nostra speranza,
la speranza due volte millenaria,
di essere un popolo libero nella nostra terra,
la terra di Sion e Gerusalemme.
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Passiamo poi ad un'altra
melodia, anche questa notissima :
Shalom aleichem
che è un inno alla pace.
shalom
aleichem
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Ed ora passiamo a
Hinei ma tov,
che è un
augurio per il dialogo e la fratellanza, infatti le
parole dicono : "Ecco come
è bello e piacevole che i fratelli siano insieme".
Hinei
ma tov,
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Proseguiamo con un altro
pezzo celeberrimo,
hava nagila ,
dalla
melodia coinvolgente.
hava
nagila
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Ed ecco
Jerusalem of Gold,
un'altra melodia conosciutissima:
Yerushalaim shel zahav
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L'UMORISMO
EBRAICO
Eccovi una
raccolta di storielle che ... possono insegnare qualcosa a
tutti, ed in primo luogo a sorridere di sé.
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Due ebrei chiacchierano
tra loro :
- Eh già , abbiamo tanto sofferto : l'esilio, i ghetti, i
pogrom...però, alla fine, li abbiamo fregati tutti ...
- Ah sì? E come ?
- Con la psicoanalisi!
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In una notte d'inverno, con un tempo
bruttissimo, un vecchio ebreo sta per morire. Al suo capezzale
ci sono i parenti. Il vecchio si rivolge alla moglie e le dice :
- Sara, vai a chiamare il prete ... ormai mi restano poche ore
di vita ...
La moglie stupita dice :
- Ma perché vuoi un prete? Non sei ebreo ?
E il vecchio moribondo :
- Appunto. Perché scomodare il rabbino con questo tempaccio?
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Un ebreo regala alla moglie un
pappagallo.
- Grazie, caro. Com'è grazioso! E ... parla?
- Ma certo che parla. Sentirai... sentirai ...
La donna mette il pappagallo in salotto. Poco dopo arrivano
degli amici e, ad un tratto, il pappagallo dice :
- Abbasso gli ebrei !
La donna si rivolge al marito e gli dice :
- Avresti dovuto saperlo che è antisemita!
E il marito :
- Ma come avrei potuto? Con quel naso !
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Due amici si incontrano dopo tanto
tempo.
- Ma come sono contento di vederti, dopo tutti questi anni !
- Anch'io sono contentissimo. Eh sì, sono passati ... quanti ?
venti, venticinque anni ...
- Su, dai, vieni, andiamo a prendere qualcosa ...
- Per chi ?
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Un ebreo è sul treno. Entra il
controllore e vede una valigia grandissima, dunque non
regolamentare.
- Senti tu - dice il controllore all'ebreo - o scendi alla
prossima stazione o butto fuori la valigia.
L'ebreo non dice nulla.
- Ah sì, non dici nulla? - continua il controllore - se
non parli, guarda che la butto veramente fuori dal
finestrino...
L'ebreo continua a tacere.
- L'hai voluta tu - fa il controllore. Prende la valigia e la
butta fuori dal finestrino.
L'ebreo assiste impassibile alla scena e finalmente
dice :
- E che m'importa? La valigia non era mica mia !
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Squilla il telefono all'ospedale.
Un'infermiera risponde:
- Ospedale. Che cosa desidera?
- Senta, per favore, mi può dire come sta Isacco Levi?
- Attenda.
L'infermiera va a prendere la cartella clinica del paziente e
poi dice :
- Beh., vediamo ... le analisi sono a posto, la febbre è scesa,
qui c'è scritto che lo dimetteranno domani mattina. Mi scusi,
chi devo dire che ha chiamato?
- Oh, non si disturbi - fa la voce al telefono - sono io Isacco
Levi. Ma volevo essere sicuro delle mie condizioni di salute,
visto che il dottore non vuole dirmi nulla.
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MIDRASHIM
E' stato insegnato :
rabbì Jossé, figlio di Rabbì Judas, diceva :
"Quando il venerdì sera, un uomo ritorna a casa dalla sinagoga,
l'accompagnano due angeli, uno buono e uno cattivo. se arriva a
casa e trova che la lampada arde, la tavola è preparata e il
letto è rifatto, l'angelo buono esclama :"Sia così anche sabato
prossimo!", e l'angelo cattivo deve rispondere "Amen". Ma se
tutto questo non sta così, allora l'angelo cattivo esclama :"Sia
così anche sabato prossimo!", e l'angelo buono deve per forza
rispondere "Amen".
B. Shabbath
119 b
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- Perché il mondo
fu creato con la lettera beth? Per insegnarci : come la beth è
chiusa da tutti i suoi lati e aperta solo in avanti, così tu non
sei autorizzato a indagare ciò che è in alto, in basso, avanti e
indietro, ma solo dal giorno in cui fu creato il mondo in poi.
Bereshit Rabbà, 1
-------------------------------------------------------------- Disse
Rabbi Berechia: mentre il Signore stava per creare il primo
uomo, previde che da lui sarebbero derivati i giusti e i
peccatori e pensò: se io creo l'uomo, ne verranno i peccatori; e
se non lo creo, come sorgeranno i giusti? Allora il Santo,
benedetto Egli sia, allontanò da sé il pensiero dei peccatori e,
unitosi all'attributo della clemenza, creò l'uomo.
Bereshit Rabbà, 8
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L'uomo fu creato solo
(come progenitore del genere umano), perché da ciò si deducesse
che chiunque distrugge una vita umana è come se distruggesse un
mondo e viceversa chi salva una vita è come se salvasse un mondo
intero. Inoltre, l'uomo fu creato secondo un unico tipo, per il
buon andamento della società, affinché un uomo non dicesse
all'altro: mio padre è superiore a tuo padre. E inoltre perché
gli eretici non dicessero: vi sono molti poteri in cielo (come
vi sono molti tipi di uomini sulla terra). Infine l'uomo fu
creato secondo un tipo unico per dimostrare la grandezza del
Santo, benedetto Egli sia: perché mentre gli uomini coniano
varie monete secondo uno stampo e tutte sono eguali, il Signore
ha foggiato un uomo sul tipo del primo ma, ciò nonostante, gli
uomini non sono identici fra loro. Così ognuno ha il dovere di
affermare: "il mondo è stato creato per me".
Sanedrin, 37
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(Il maestro) Hillel
diceva pure: - Se io non sono per me, chi è per me? e
quand'anche io pensi a me, che cosa sono io? e se non ora,
quando?
Pirqe Avot, 1, 13
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